indirizzo: Via San Domenico, Cocullo

Orario: Chiuso a seguito del sisma del 2009

Descrizione

Sul sito già dal XIV secolo occupato da una piccola chiesa intitolata a Sant’Egidio, è attestata sin dal Seicento l’esistenza di una tempio dedicato a San Domenico. La struttura dell’attuale edificio sacro, però, risale solo alla fine del XIX secolo - inizi del XX (i lavori iniziarono nel 1865), periodo in cui fu demolita la vecchia costruzione ed iniziata e quasi del tutto eretta la nuova. A causa di problemi economici e strutturali, nel 1902 fu smantellata buona parte della cupola e fu quindi risistemata e nuovamente decorata ed i lavori di realizzazione subirono di conseguenza dei rallentamenti. Subì gravi danni nel sisma del 1984 e fu conseguentemente restaurata. Oggi è chiusa al ulto per danni subiti nel terremto del 2009. Nel santuario non sono visibili tracce delle precedenti fasi costruttive, ad eccezione del portale laterale risalente al XVIII secolo.
La festa del Santo titolare, per lungo tempo tenutasi il 1° giovedì di maggio, è stata da qualche anno fissata al 1° giorno del mese. Migliaia sono i pellegrini, curiosi o anche studiosi che visitano il santuario in questa occasione, attratti dalla particolare processione in cui la statua di san Domenico viene adornata con serpenti a scopo propiziatorio. (Il simulacro è temporaneamente conservato presso la chiesa della Madonna delle Grazie, da cui attualmente parte la processione).

Esterno

La facciata in conci di pietra, realizzata agli inizi del XX secolo, è caratterizzata da un’alta zoccolatura e racchiusa ai lati da due paraste che arrivano a toccare le falde della copertura a capanna. Al centro, il portale architravato in pietra, con cornice modanata inquadrata da una coppia di lesene che sostengono un fregio liscio, è sormontato da una lunetta a profilo ribassato; in asse vi è poi una finestra rettangolare conclusa da un arco cieco a tutto sesto. Il pregevole portale settecentesco - oggi situato lungo il fianco destro dell’edificio ed utilizzato come entrata laterale - presenta cornice in pietra sagomata ed è arricchito da lesene decorate ed architrave scolpito a motivi floreali, che si conclude con un timpano spezzato sostenuto da mensole binate, al centro del quale è collocato un timpano minore da cui si diparte una croce. Le ante lignee, decorate a cassettoni intagliati, sono purtroppo in cattivo stato di conservazione. La cupola su un alto tamburo cilindrico - coronata da una lanterna - e il campanile cuspidato risalgono ai primi decenni del Novecento.

Interno

L’interno a navata unica termina con un’abside semicircolare - coperta da catino decorato con stucchi dipinti - al centro della quale è l’altare maggiore; nella superficie muraria alle spalle dell’altare si alternano nicchie con statue e lesene scanalate con capitelli compositi, che scandiscono anche le pareti perimetrali. Sul lato destro dell’aula è un pulpito ligneo riccamente intagliato ed a sinistra si apre la cappella dedicata al Santo titolare della chiesa: nella nicchia sopra la mensa era custodita la statua del Santo; ai dell’altare due aperture immettono in una piccola grotta, nella quale i fedeli prelevavano un tempo la terra benedetta che doveva essere sparsa nei campi per preservarli dai danni; nella stessa cappella è anche la campanella che i fedeli tirano con i denti a scopo antalgico. Tutto il rituale viene oggi svolto nella chiesa della Madonna delle Grazie.